La Formazione e la Ricerca Clinica spettano di diritto a coloro che ne hanno il knowhow


Fonte: Raffaella Pomposelli del: 12 07 2007

Il mio punto di vista sulle riflessioni del Dottor Macrì:

“L’omeopatia nell’ambito della medicina contemporanea”

Fonte: Ufficio Stampa SIOMI

Come Medico Omeopata,  condivido parola per parola quanto ha scritto il collega Dr. Roberto Petrucci in risposta alle riflessioni del Dottor Macrì : lo sottoscrivo.

Tuttavia sento il bisogno di esprimere il mio punto di vista su quanto il Dott.Macri e il suo gruppo, hanno consapevolmente e sapientemente messo sul tavolo…in qualche modo avvertendoci di che cosa stia avvenendo nella Sanità.

Da alcuni anni, circa dal 2000, in Lombardia dove vivo ed esercito, in particolare dalla data della convenzione stipulata tra la Regione Lombardia e l’Università del Sacro Cuore, rappresentata dal Prof. Liverani matematico e studioso di metodi,  che per 100.000 euro e per 4  anni poi rinnovati, ha il compito di  “supportare” il Comitato Tecnico Scientifico per le Medicine Complementari,  istituito dall’Assessorato alla Salute della Regione Lombardia , sono in atto una ristrutturazione e una redistribuzione delle risorse e delle competenze nella formazione degli operatori : –  la necessità della formazione degli operatori con il coinvolgimento delle Università, alle quali spetta il compito di organizzare, nelle proprie strutture, corsi adeguati –  ( Deliberazione n° VII/13235 del 9 giugno 2003) . Tutto ciò avviene senza tenere in considerazione il knowhow delle Scuole di Formazione in Omeopatia Classica e con una conoscenza parziale e teorica delle medicine complementari.

I politici avevano verificato che l’uso delle Medicine Complementari, in particolare dell’ Omeopatia, facevano risparmiare sulla spesa sanitaria; si erano documentati in Europa e avevano la certezza che c’era la reale possibilità di mettere un argine alla devastante lievitazione della spesa sanitaria, una riduzione  quantificabile in una percentuale del  18-20%.

Che cosa è avvenuto da allora?

Una prima delibera del 2000, apre agli studi osservazionali nelle Medicine Complementari e ne approva più di 70 per averne una panoramica. Per la prima volta  i politici, ma soprattutto i membri del Comitato Tecnico Scientifico sono obbligati a prendere visione dei risultati che possono produrre le Medicine Complementari . e mentre per tutte le branche, compresa la cosiddetta Omeopatia Clinica, il knowhow è facile da comprendere, da gestire e da carpire da parte di chi vuole assolutamente allargare il proprio dominio nella formazione, cioè coloro che si ritengono detentori del potere della formazione, quando si è trattato di leggere i lavori degli Omeopati Classici, di comprendere come fossero arrivati a quei risultati, di valutare le analisi statistiche ed i dati di laboratorio prodotti,  non hanno dato “restituzione” in alcun senso al lavoro svolto,  hanno scelto il nulla, nessuna comunicazione.

È emerso drammaticamente che il Knowhow degli Omeopati Unicisti non era  ovvio, non era possibile appropriarsene,  nè tanto meno trasformalo in denaro contante da parte delle case farmaceutiche.  Da qui sono fioccati gli “sbarramenti”, sia attraverso i Comitati di Bioetica, che attraverso  la negazione degli irrisori finanziamenti, che avrebbero potuto in un qualche modo legittimare gli studi.

In Lombardia  sono stati presentati alcuni studi  al Comitato Tecnico Scientifico, da sostenitori e promotori dell’Omeopatia Clinica, i quali hanno espressamente dichiarato di non volersi avvalere dei soldi che la Regione Lombardia aveva deliberato!!!. Altro che confronto con la Medicina Ufficiale, sembra più una ricerca di legittimazione ad ogni costo!

Perchè il Dott. Macri mette l’accento sulla difficoltà che noi Omeopati Unicisti abbiamo a produrre casi clinici correlati da esami di laboratorio e/o strumentali, che rendano leggibile il risultato che dichiariamo di ottenere? Perché il Dottor Macrì dichiara che l’Omeopatia Classica non desidera dialogare e collaborare con la Medicina Ufficiale? Su quale base?

Basterebbe leggere e studiare i casi sia umani che veterinari sempre rigorosamente documentati sulla nostra rivista, come saggiamente sottolinea il Dott. G.Dominici.  Inoltre presso la sede dell’ Associazione Belladonna di Milano ci sono decine e decine di cartelle cliniche relative a studi condotti in collaborazione con Medici Specialisti, che hanno lavorato insieme per fare ricerca scientifica in Omeopatia Classica Unicista in questi ultimi 7 anni. La Scuola di Medicina Omeopatica di Verona ha raccolto da anni tutti i casi clinici dal vivo che ha seguito nell’ambito della Formazione Permanente Continua , condotti con l’ausilio di dati di laboratorio e strumentali, nonché correlati di pareri di medici specialisti: basta voler guardare! .

Il Dott.Macri ci sta dicendo che si stanno giocando partite importanti nella spartizione degli spazi che le Medicine Complementari e i milioni di persone che ne fanno uso, hanno aperto….che se non scendiamo a patti e non impariamo il linguaggio “garattiniano”, dato che siamo in minoranza, dobbiamo cedere, rinunciare al nostro paradigma “un po’ ”, imparare il linguaggio della maggioranza altrimenti siamo destinati a scomparire attraverso un sistema di “pulizia etnica”…che dire? ”very politically correct! “.

Un membro del Comitato Tecnico Scientifico proprio venti giorni fa durante un confronto molto acceso, mi ha ribadito lo stesso concetto.

Il Sistema Università, attraverso i suoi rappresentanti, con la complicità del mondo politico e con il sostegno delle case farmaceutiche e dell’ Omeopatia Clinica, hanno stretto un patto di alleanza

L’Omeopatia Clinica non mette in crisi il sistema, anzi lo rafforza nella sua visione frammentata dell’individuo e della malattia , utilizzando il paradigma non suo, ma proprio dell’allopatia,  rinunciando a chiedersi e a riflettere se sta andando verso la soppressione o la guarigione nella cura dei propri pazienti.

E’ superfluo ribadire che la Formazione e la Ricerca Clinica spettano di diritto a coloro che ne hanno il knowhow. Il nostro, richiede anni e anni di studio e di applicazione dei principi dell’Omeopatia Classica.

I pazienti che hanno la fortuna di conoscere la meravigliosa percezione di salute e libertà sono persone consapevoli: nulla da come studiamo, a come ci appassioniamo, a come curiamo, a come facciamo ricerca,  nulla dico di noi è funzionale al sistema.

Non riusciamo a passare il punto di criticità della Ripetibilità: la formazione è unicista , il farmaco omeopatico è unico per ogni paziente, il paziente è soggetto unico nella propria specificità, con il proprio modo di esprimere la malattia e di guarire. E’ il paradigma imprescindibile dell’Omeopatia Classica Unicista.

Il Dott. Macrì ha avuto coraggio ad esporsi, anche se si è tenuto ai margini della questione mettendo il punto solo sulla ricerca e non accennando alla formazione;  sapeva bene che sarebbe stato subissato di commenti, ne prendo atto. Lo invito ufficialmente al seminario “Confronto tra le diverse metodologie in Omeopatia”, che si terrà a Febbraio 2008 presso la Scuola di Medicina Omeopatica di Verona. Cedo a lui volentieri il mio spazio, perchè il Dottor Macri possa spiegarci, con o senza Repertorio e con tutto l’aggiornamento che riterrà in fatto di linguaggio moderno in Materia Medica , come prende un caso, come fa la diagnosi, la prognosi, come legge l’andamento dello stato di salute del paziente una volta che ha ricevuto il farmaco… in sostanza perché possa spiegare e illustrare la metodologia che il suo gruppo di lavoro applica. Ci conto.

Sono certa che solo un confronto onesto e  trasparente tra professionisti a pari dignità, oltre che rigorosi, possa illuminare l’ ombra che ormai si è strutturata da ambedue le parti.

Raffaella Pomposelli

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