Lutto nell’Omeopatia: muore a 102 anni Antonio Negro, il padre dell’omeopatia italiana

La Scuola di Verona partecipa al lutto


Classe 1908, Negro è stato assistente del clinico Nicola Pende alla facoltà di Medicina della Sapienza a Roma. E’ considerato uno dei pionieri della medicina omeopatica

Si è curato per tutta la vita con l’omeopatia, la disciplina di cui è stato pioniere in Italia. E’ morto questa mattina il professor Antonio Negro, padre dell’omeopatia italiana. Ne ha dato notizia il figlio Francesco Eugenio, anche lui omeopata. Classe 1908, Negro è stato assistente del clinico Nicola Pende alla facoltà di Medicina della Sapienza a Roma e fino a poco tempo fa continuava a visitare in ambulatorio tutti i giorni. Negro nel 1950 ha fondato il Centro Ippocratico ispirato al padre dell’omeopatia Hahnemann; nel 1953 ha aperto l’Accademia di Medicina Omeopatica Hahnemanniana; poi la Scuola, la Simoh, di cui era presidente.

“Non solo omeopatia ma anche la fede ha contribuito a mantenerlo in salute per oltre un secolo”. Francesco Eugenio Negro spiega così il segreto di longevità e l’assenza di acciacchi del padre Antonio, morto oggi a Roma all’età di 101 anni (ne avrebbe compiuti 102 in giugno), il medico endocrinologo diventato punto di riferimento nel nostro Paese della disciplina fondata da Samuel Hahnemann.

Antonio Negro “mangiava molto poco, faceva molto movimento ed era molto credente”, dichiara Francesco Eugenio, anche lui medico omeopata. “Tre elementi – aggiunge – che hanno contribuito sicuramente alla sua lunga vita”. Oltre un secolo e nessuna malattia cronica. “Si è spento per i suoi anni – assicura il figlio – Non aveva patologie, ma solo il cuore stanco di chi ha vissuto così a lungo”. Un’esistenza basata su binomio “scienza e fede” . E’ stata sicuramente “una vita fortunata e serena – conclude – Una serenità che riusciva a trasmettere ai suoi pazienti, per i quali era medico e psicologo. Perchè non curava solo il corpo, ma anche lo spirito di chi si affidava a lui”.

(Marzo 25, 2010)
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