Nuovi dati dimostrano i rischi degli psicofarmaci sui bambini

Chi fa uso di medicine antipsicotiche ha maggiori probabilità di morire prima


Fonte: Comitato di Consenso del: 09 04 2008

Nuove ricerche dimostrano come i farmaci ansiolitici e antipsicotici possano costituire un grave rischio per la vita dei bambini cui vengono somministrati. Alcuni di questi farmaci, scrive il quotidiano britannico Guardian, vengono prescritti a bambini sotto i 6 anni di età, anche se espressamente non previsto dal protocollo se non in alcuni casi di schizofrenia. Il numero dei bambini che fa uso di questo genere di farmaci è raddoppiato in Gran Bretagna, sulla scia di quanto accade negli Stati uniti, ma alcuni ricercatori ritengono che essi rappresentino un cocktail chimico micidiale capace anche di provocare morte prematura. Secondo lo studio di Ian Wong, professore di medicina pediatrica alla London School of Pharmacy, pubblicato sulla rivista americana Pediatrics, tra il 1992 e il 2005 sono stati prescritti farmaci tranquillizzanti a 3.000 bambini in Gran Bretagna. Rispetto al 1992, nel 2005 sono state somministrati almeno il doppio di questi ansiolitici e antipsicotici, specie nella fascia di età compresa tra i 7 e i 12 anni. La categoria più numerosa è di gran lunga quella dei disturbi comportamentali, disordine della personalità, depressioni, autismo e sindrome da iperattività. I medici possono prescrivere questi farmaci, sotto la loro responsabilità, anche se non sono espressamente previsti per i bambini. Nessuno sa ancora con esattezza come possano incidere sullo sviluppo e sulla crescita dei bambini a lungo termine. Secondo Wong, i giovani pazienti che fanno uso di medicine antipsicotiche hanno maggiori probabilità di morire prima, anche se il ricercatore non stabilisce un rapporto diretto di causa-effetto tra medicina e decesso. “Il tasso di mortalità è molto più alto. Questo non vuol dire che sia il farmaco a causare la morte, ma c’è una differenza inequivocabile. Quel che è certo è che queste medicine abbiano effetti collaterali non trascurabili e che quindi gli svantaggi debbano essere controbilanciati da effettivi benefici per giustificarne l’uso.

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