POLICLINICO MILANO, BENE PRIMO ANNO DI TEST SU OMEOPATIA

Studi in urologia, gastroenterologia e su celiaci


Fonte: Virgilio notizie del: 15 01 2008

 

SANITA’/ POLICLINICO MILANO, BENE PRIMO ANNO DI TEST SU OMEOPATIA

15-01-2008 17:16

Studi in urologia, gastroenterologia e su celiaci

Milano, 15 gen. (Apcom) – Nonostante la rivista scientifica Lancet, una delle più prestigiose al mondo, abbia di recente puntato il dito contro l’omeopatia, il Policlinico di Milano sperimenta da oltre un anno anche tecniche di “medicina integrata”, come l’omeopatia in abbinamento a cure tradizionali. Lo ha detto il direttore scientifico dell’ospedale pubblico milanese, Ferruccio Bonino, precisando che il progetto non utilizza fondi destinati alla medicina tradizionale. “Come istituto scintifico – ha detto Bonino durante la presentazione del bilancio dell’attività scientifico-sanitaria degli ultimi tre anni, non nascondendo il proprio scetticismo – non possiamo trincerararci sull’Aventino, ma dobbiamo valutare e cercare di fare jolly”.

Secondo Beppe Rocca, vicedirettore scientifico dell’ospedale, i primi risultati sono incoraggianti: “Non sono un omeopata e non so se l’omeopatia abbia un futuro” premette Rocca. Certo è, a suo parere, che la scoperta del medico tedesco Samuel Hahnemann, il fondatore dell’omeopatia, “è devastante. E’ come se aggiungesse il telecomando al cancello di casa. Chi lo alza sono sempre le molecole, ma l’omeopatia è come il segnale che le muove. E’ qualcosa in più rispetto alla biologia molecolare”. Per ora la sperimentazione, basata su un contributo, non ancora erogato, della Regione Lombardia che stanzia circa 30mila euro, riguarda tre programmi: in urologia, gastroenterologia e su celiaci.

“Non c’è niente di esoterico – spiega il professore riferendosi alla sperimentazione in urologoia -, ma solo l’applicazione di uno schema che ha funzionato”, in particolare nella prevenzione delle ricadute per i papillomi e i tumori vescicali, “un campo dove non c’è nient’altro”. Invece che di omoeopatia, Rocca preferisce parlare di “fisica quantistica molecolare” e dice di “sbellicarsi dal ridere” quando sente “ignoranti” parlare di effetto placebo: “Io facevo trapianti di fegato e da medico empirico, all’inizio, sono stato molto disturbato dalle provocazioni” di chi aveva l’approccio della medicina integrata.

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