Biologia e biofisica delle alte diluizioni. Una base scientifica per l’omeopatia.

Relatori :Prof. Louis Rey, Professor of Physical Chemical Biology; Prof. Paolo Bellavite, Università di Verona; Prof. Lucietta Betti, Università di Bologna; Ing. Claudio Cardella, Università di Roma “La Sapienza”; Prof. Vittorio Elia, Università di Napoli

Può un solvente, quale acqua e/o soluzione idroalcolica incorporare e mantenere qualche forma di ordine e organizzazione che sia veicolo di informazioni in assenza del soluto originario? In altre parole: esiste la famosa “memoria dell’acqua”? Se esiste, come la si può spiegare?

Ammettendo che ordine e informazione possano essere incorporate e mantenute nelle soluzioni altamente diluite, in quale modo possono interagire con il livello biologico? In che modo l’organismo legge e recepisce le proprietà del rimedio omeopatico e le utilizza in senso regolativo e curativo?

Date, orari e sede

Sabato 1 dicembre 2007 RELATORI : Prof. Louis Rey, Prof. Paolo Bellavite, Prof. Lucietta Betti, Università di Bologna; Ing. Claudio Cardella, Prof. Vittorio Elia.

mattina 9.00 – 12,45 pomeriggio 14,30-17,30

Requisiti, a chi è rivolto?

Medici, veterinari, farmacisti e quanti interessati alla ricerca in campo omeopatico.

ECM

Sono stati richiesti Crediti ECM per le professioni dei MEDICI (evento ECM n. 301841) FARMACISTI (evento ECM n. 301842) e PSICOLOGI (evento ECM n. 301844). In attesa di assegnazione. Assegnati n. 4 crediti ECM alla professione dei VETERINARI (evento ECM n. 301843).

Quote, modalità e documentazione per l'iscrizione

Costi: € 120,00 I.V.A. compresa; € 100,00 I.V.A. compresa per iscritti alle Associazioni e Scuole di Medicina Complementare e per gli iscritti alla FIMMG (Federazione Italiana Medici Medicina Generale). La quota di iscrizione comprende il pranzo del sabato. È possibile il pernottamento presso il CUM (045.8900329) al costo di € 25 colazione compresa.

Dettaglio del corso

Sabato 1 Dicembre 2007

 

8.30 

 

registrazione partecipanti

 

 
9.00 Saluti e introduzione Dr. Raffaella Pomposelli
9.30-10.30 La ricerca di base in omeopatia: lo stato dell’arte.Discussione Prof. Paolo Bellavite,

 

10.30-11.30 Etudes des hautes dilutions par thermoluminescence.

Discussione

Prof. Louis Rey,

 

11.30- 11.45

 

Break

 

 
11.45-12.45 La “memoria dell’acqua”: un enigma in via di risoluzione. Strutture dissipative nelle soluzioni acquose estremamente diluite della medicina omeopatica.

 

Discussione

Prof. Vittorio Elia

 

12.45-14.30

 

Pausa pranzo

 

 
14.30-15.30 Modelli della struttura dell’acqua e ipotesi sul meccanismo d’azione del rimedio omeopatico.
Discussione
Ing. Claudio Cardella

 

15.30-16.30 Effetti di sostanze in diluizioni omeopatiche e campi elettromagnetici di bassissima frequenza in modelli vegetali.

Discussione

Prof. Lucietta Betti

 

16.30-17.00 Discussione e conclusioni  
17.00 – 17,30

 

Test ecm  

Cordinamento scientifico : dr. Albarosa Mazzi e dr. Raffaella Pomposelli – Scuola di Medicina Omeopatica di Verona

PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO

 

La principale difficoltà dell’omeopatia, evidente quando utilizza medicinali in alte diluizioni, è costituita dal fatto che essa apparentemente contraddice il modello biomedico dominante, che è quello biochimico-molecolare. In una preparazione omeopatica, poche o nessuna molecola di medicinale sono presenti e quindi non si riesce a capire, con le conoscenze farmacologiche attuali, come una tale preparazione possa avere effetto.

Tuttavia, sta emergendo dalle frontiere della scienza, soprattutto dalla fisica quantistica e da teorie e ricerche matematiche ancora non sistematizzate, una nuova visione della materia e della vita, più compatibile col possibile “modus operandi” dell’omeopatia. Gli organismi sono visti come sistemi dinamici altamente regolati e complessi, che mostrano una caratteristica meta-stabilità attorno a certi livelli omeostatici. Tale meta-stabilità è fatta da continue oscillazioni, ritmi, network, amplificazioni e cicli di retroazione. I sistemi viventi sono “sospesi” tra ordine e caos, partecipano di queste due fondamentali caratteristiche della materia e le sfruttano in modo finalisticamente orientato alla sopravvivenza. Ordine e caos si ritrovano a tutti i livelli dell’omeostasi, dalle molecole alla psiche e non si vede come tali nuove prospettive non possano avere un peso anche nei nuovi orientamenti della medicina.

Oggi è possibile trattare l’omeopatia come una disciplina medica che ha una sua dignità, non solo storica ma anche biomedica e farmacologica, e quindi cominciare a comporre un mosaico di evidenze e di teorie coerenti, dalla figura affascinante e sempre più convincente. La letteratura clinica indica che l’omeopatia non equivale al “placebo”, come molti oppositori sono troppo frettolosamente portati a dichiarare. Gli studi sul meccanismo d’azione dell’omeopatia sono non solo utili ma necessari, al fine di dare dignità scientifica a questa disciplina, di precisarne natura e limiti e di sfruttarne le potenzialità sperimentali per far avanzare le conoscenze scientifiche sull’uso dei farmaci.

Il risultato terapeutico del metodo omeopatico ha una sua plausibilità scientifica e fisiopatologia che risiede essenzialmente nel principio di azione-reazione, evocato dallo stesso Hahnemann nei paragrafi 63 e 64 del suo libro Organon, e nella estrema sensibilità dell’organismo vivente alle informazioni regolative. Oltre a questi avanzamenti concettuali, abbiamo assistito recentemente a una serie di scopèerte nel campo della fisica e della biologia che consentono di ritenere plausibile persino la possibilità che esistano azioni farmacologiche in assenza di molecole. Il tema delle alte diluizioni omeopatiche si collega quindi ai temi di biofisica dell’acqua e di elettromagnetismo19 e oggetto di questo convegno.

Affinché si possa accettare che il medicinale omeopatico ultra-diluito agisca con meccanismo biofisico, bisogna affrontare le seguenti due questioni fondamentali:

a) Può un solvente, quale acqua o una soluzione idroalcolica, incorporare e mantenere qualche forma di ordine o organizzazione che sia veicolo di informazioni in assenza del soluto originario? In altre parole: esiste la famosa “memoria dell’acqua”? E se esiste, come eventualmente la si può spiegare?

b) Ammettendo che ordine e informazione possano essere incorporate e mantenute nelle soluzioni altamente diluite, in quale modo possono interagire con il livello biologico? In altre parole: in che modo l’organismo legge e recepisce tali proprietà del rimedio omeopatico e le utilizza in senso regolativo?

Alla prima questione rispondono soprattutto le ricerche di laboratorio, per la seconda è necessario integrare le conoscenze sul medicinale omeopatico con quelle sulla sensibilità biologica e le regolazioni sistemiche dell’organismo vivente.

A nessuno può sfuggire che solo se tali domande avranno una risposta convincente, si potrà affermare l’esistenza di basi scientifiche dell’omeopatia delle alte diluizioni.

Negli ultimi anni vi sono stati molti tentativi di affrontare lo studio dei medicinali omeopatici con esperimenti fatti su colture cellulari e su piante, oppure su animali da esperimento. I principali studi di laboratorio riguardano cellule del sistema immunitario e del sangue. Uno dei campi dove i fenomeni di similitudine e di infinitesimalità sono stati maggiormente indagati è quello della regolazione dei basofili e delle mastcellule, che sono cellule fondamentali dell’infiammazione acuta.49-52. Vi sono anche altri filoni di ricerca, su leucociti, fibroblasti e cellule vegetali, che saranno trattati nella relazione iniziale.

Molti Autori si sono cimentati nel tentativo di formulare delle spiegazioni sulla natura fisico-chimica del medicinale omeopatico quando si entra nella fascia delle alte diluizioni. In estrema sintesi, la maggior parte delle vedute converge sull’idea che esista una informazione non-molecolare (o meglio “meta-molecolare”) legata alla struttura del solvente (acqua o miscele di acqua ed alcol) e che questa possa interagire per risonanza con dei sistemi di regolazione biofisici operanti nell’organismo.

Lo studio dell’acqua costituisce un grosso capitolo della fisica. Nonostante le conoscenze su questa straordinaria sostanza siano ben lungi dall’essere complete, quanto attualmente si sa consente, quanto meno, di non poter escludere che essa funga da deposito e trasmettitore di informazioni biologicamente significative. Nel convegno sarà presentata un’ampia serie di prove sperimentali e di teorie fisiche a sostegno della possibilità che le molecole d’acqua e di etanolo, tipici solventi dei medicinali omeopatici, siano “connesse” in una specie di rete dinamica che possa codificare l’informazione necessaria ad attivare i processi biologici, probabilmente a livello della membrana cellulare. Il modello si riallaccia a precedenti lavori66-68 secondo i quali la “memoria dell’acqua” sarebbe basata sulla formazione di aggregati di molecole d’acqua in forma di “clatrati” o “cluster”. Si intende per clatrati, dal latino “clathrus” (= inferriata), delle formazioni cave che verrebbero ad assumere le molecole d’acqua con una disposizione a rete, ripiegata attorno ad una nicchia interna. L’ipotesi corrente è che si verifichino processi di auto-organizzazione (eventualmente “guidati” dal soluto) e che questi “aggregati” di molecole di acqua (o acqua ed etanolo) riescano a mantenere, anche in modo dinamico (vale a dire sciogliendosi, riformandosi e ri-organizzandosi) traccia della struttura originale. L’acqua, in altre parole, non va vista come un liquido “amorfo, ma come un sistema “intelligente”, vale a dire capace di auto-organizzazione e di modifiche adattative e dinamiche, secondo le condizioni fisiche (temperatura, elettromagnetismo, pressione, ecc.) e chimiche (presenza di soluti, legame a macromolecole strutturali, formazione di specie radicaliche, ecc.).

Il prof. Louis Rey è uno dei primi scienziati ad aver ottenuto delle prove evidenti e riproducibili, mediante tecniche di termoluminescenza, di un cambiamento permanente della struttura dell’acqua nel processo di diluizione/dinamizzazione omeopatico.

Il gruppo di Vittorio Elia dell’università di Napoli ha condotto una notevole serie di analisi chimiche sulle diluizioni omeopatiche adoperando varie tecniche: calorimetria isoterma, pHmetria, conducibilità  elettrica e misure di forza elettromotrice di celle galvaniche per la determinazione del coefficiente di attività di NaCl aggiunto81-85. Da questi studi si può affermare che esiste una differenza misurabile tra i parametri chimico-fisici  relativi al solvente acqua ed alle diluizioni omeopatiche la cui composizione chimica è notoriamente quella dell’acqua pura. Le differenze sono permanenti nell’arco di due tre anni dalla preparazione, con una tendenza all’incremento nel tempo. Gli Autori attribuiscono tale differenziazione tra solvente e diluizioni omeopatiche alla formazione di aggregati molecolari di molecole di acqua che alterano la struttura sovramolecolare dell’acqua, innescate dal processo di dinamizzazione. In altre parole una diluizione omeopatica è rappresentabile come una soluzione acquosa il cui soluto è formato da molecole di solvente organizzate diversamente  dal solvente di partenza.  Questo nuovo soluto lo si potrebbe definire un “soluto fisico” per sottolineare la sua composizione chimica identica a quella dell’acqua, ma la cui diversa organizzazione molecolare lo porta a differenziarsi dal solvente.

Un diverso approccio alla biofisica dell’acqua, e quindi dell’omeopatia, è quello che fa riferimento all’Elettrodinamica Quantistica(Quantum Electro-Dynamics: QED)72;73. L’idea basilare di questa riconsiderazione della QED nella materia condensata, liquida e solida, è che insiemi macroscopici di identici sistemi microscopici al di sotto di una certa temperatura (temperatura critica) ed al di sopra di una particolare densità (densità critica) si comportano in un modo completamente diverso da un insieme di oggetti microscopici tenuti insieme da forze elettrostatiche di corto raggio d’azione, come ora viene universalmente ritenuto. Questi “regimi coerenti”, che sono stati chiamati “Stati Fondamentali Coerenti” (Coherent Ground State: CGS), sono la conseguenza rigorosa delle equazioni dinamiche della Teoria Quantistica dei Campi, come la QED, e danno un quadro completamente nuovo della materia condensata.

I modelli della fisica dell’acqua saranno l’ìoggetto della relazione di Claudio Cardella.

La sperimentazione su modelli vegetali sarà oggetto della trattazione della prof. Betti dell’Università di Bologna. Il modello vegetale si è dimostrato adatto nello studio degli effetti biologici sia di trattamenti omeopatici, rendendo possibile il superamento di alcuni svantaggi della ricerca clinica (come effetto placebo, difficoltà di tipo etico, durata ed elevati costi di sperimentazione), sia di campi elettromagnetici a bassa intensità. Inoltre essendo la sperimentazione su piante basata su fonti praticamente inesauribili di materiale biologico, è stato possibile l’ottenimento di un elevato numero di dati fondamentale per un’adeguata analisi statistica dei risultati. In particolare, per quanto riguarda i trattamenti omeopatici, sono stati messi a punto diversi modelli sperimentali che hanno permesso di valutare gli effetti di alte diluizioni di diversi composti sulla germinazione e crescita in vitro di semi di grano precedentemente sottoposti a stress chimico, sulla germinazione in vitro di polline precedentemente sottoposto a stress fisico-chimico, sulla resistenza di piante di tabacco al virus del mosaico del tabacco (TMV).

L’analisi dei dati finora ottenuti sembra indicare un’efficacia di alcuni dei trattamenti saggiati, essendo stati ottenuti risultati ripetibili e significativi rispetto al controllo. Tale attività scientifica è documentata da pubblicazioni ed atti di convegno nazionali ed internazionali. Inoltre, a seguito del Regolamento CEE n.2092/91 sulla necessità di ridurre o addirittura eliminare l’utilizzazione dei sali di rame nei protocolli di agricoltura biologica e vista la pregressa esperienza del gruppo di ricerca sugli effetti curativi dei trattamenti omeopatici sulle piante, è stata avviata una sperimentazione sul tema delle alternative naturali ai sali di rame, mediante trattamenti con preparati omeopatici, per il contenimento di alcune malattie fungine su colture orticole.

Per quanto riguarda i trattamenti elettromagnetici, sono stati valutati gli effetti di campi magnetici di bassa intensità variabili a diverse frequenze e microonde deboli in emissione modulata a basse frequenze o in emissione continua sulla resistenza del Tabacco al TMV e sulla germinazione in vitro del polline. I risultati ottenuti finora sembrano evidenziare che entrambi i modelli vegetali sono sensibili ai trattamenti elettromagnetici; in particolare, nel caso dell’interazione Tabacco / TMV, tale irraggiamento induce un aumento della resistenza della pianta al virus, mentre per quanto riguarda il modello di germinazione in vitro del polline, il trattamento stimola tale processo fisiologico.

L’omeopatia rappresenta quindi un tentativo di approccio alla regolazione bio-energetica dell’organismo umano, utilizzando una interfaccia fisico-biochimica dovuta alla estrema sensibilità dei sistemi biologici a questo tipo di regolazioni. Il punto forte del metodo consiste nel fatto che si cerca di raggiungere il massimo grado di specificità dell’intervento regolatore esogeno. Come già precedentemente avanzato, le dosi efficaci sono tanto più basse quanto più specifico è uno stimolo e quanto più sensibile è il sistema in oggetto. Ammettendo che un’informazione sia contenuta in forma meta-molecolare nel rimedio omeopatico, tale informazione potrebbe agire in modo meta-molecolare anche sul sistema bioenergetico in oggetto.

Un altro “segreto” dell’omeopatia è che essa si rivolge a tutto l’essere umano, prendendo in considerazione massima i sintomi di tipo psicologico e quelli peculiari di ogni individuo (individualizzazione). Facendo così, essa raggiunge un alto livello di specificità, perché è ormai noto a tutti che la risposta ai medicinali può variare in base alle caratteristiche dell’individuo stesso.

La razionalità scientifica non solo non contrasta con l’omeopatia, ma la pone come una delle frontiere della farmacologia moderna.

Il convegno interesserà sicuramente i cultori di omeopatia, ma anche chi, utilizzando la medicina tradizionale, vuole ampliare i propri orizzonti attingendo a fonti documentate. Nonostante la sua antichità storica, l’omeopatia si ripresenta oggi come un campo emergente della medicina, che merita di essere più conosciuto nella didattica medica e soprattutto più sostenuto nella ricerca scientifica. Questo convegno è un passo avanti verso una medicina unita ed integrata.

CURRICULUM VITAE

Prof. Louis Rey Il professor Rey ha ricevuto il suo dottorato alla Sorbona nel 1958 grazie alla tesi dal titolo ‘Preservazione a bassa temperatura delle cellule e dei tessuti vitali’.

È stato co-fondatore (con il dott. Charles Merieux) e direttore dei Corsi Internazionali sulla Liofilizzazione tenuti tra il 1958 e il 1990 a Lione, Digione, Lucerna e Washington. È stato professore di biologia chimica e fisica all’Università di Digione (1958-1967)- Prima Classe Laureati.

È stato vice presidente della Nestle (Svizzera), capo della R&D e Consigliere Scientifico nel Consiglio di Amministrazione (1964-1980). Nel 1971, il al professor Rey è stato consegnato il premio Underwood-Prescott (MIT, 1971) e la medaglia d’oro Ottensen dell’Istituto Internazionale di Refrigerazione (Washington, 1971) per essere stato uno dei pionieri e aver svolto attività di ricerca concernenti la liofilizzazione.

Il dott. Rey ha lavorato come consulente internazionale privato dal 1980 con diversi Professorati.

Ha curato e pubblicato 8 libri sulla liofilizzazione, è stato autore di più di 150 articoli scientifici, ha tenuto più di 250 conferenze in tutto il mondo e ha condotto diverse missioni scientifiche nelle zone polari.

Prof. Paolo Bellavite  si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Trieste nel 1976, specializzato in Ematologia Clinica e di Laboratorio nel 1979. Nel 1987-1990 ha conseguito il Master in Biotecnologia presso l’Università di Cranfield (Inghilterra) e nel 2001 ha conseguito il Diploma del Corso di Perfezionamento in Statistica Sanitaria e Epidemiologia Clinica presso l’Università di Verona. Professore di Patologia Generale presso l’Università di Verona dal 1980, ricoprendo la cattedra di ruolo dal 1984, insegna tale disciplina presso i c.d.l. in Odontoiatria e Protesi Dentaria, in Fisioterapia ed in Igiene Dentale. Presso il c.d.l. in Medicina e Chirurgia tiene i corsi elettivi di “Omeostasi, Complessità e Caos” e “Introduzione alla Conoscenza delle Medicine Complementari”. La ricerca sua e del suo gruppo ha riguardato gli aspetti cellulari, molecolari e farmacologici dell’infiammazione con particolare riguardo ai radicali liberi, ai fagociti e alle piastrine. Negli ultimi anni si è occupato anche di epistemologia, storia della medicina, ricerca in omeopatia e medicina complementare. È autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche in extenso, di cui 101 riportate da PubMed dell’U.S. National Library of Medicine (Medline). È stato membro della commissione ministeriale per i medicinali omeopatici. È tra i fondatori dell’Osservatorio per le Medicine Complementari, iniziativa da lui promossa e recepita dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e dall’Università di Verona. Fa parte come docente del Master in Promotion of Health and Resources “Leonardo da Vinci” finanziato dalla European Commission ed organizzato in collaborazione con la FIAMO. È socio dell’European Society of Clinical Investigation, dell’Associazione “Medicina e Persona”, dell’Associazione “Giovanni Scolaro” per la Medicina Integrata, della FIAMO e della SIOMI. Curriculum completo e pubblicazioni nelle pagine web: http://chimclin.univr.it/bellavite.

Libri scritti o curati da Paolo Bellavite:

  • Bellavite, P., Signorini, A. Fondamenti teorici e sperimentali della medicina omeopatica. Nuova Ipsa Editore, Palermo 1992.
  • Bellavite, P., Andrighetto, G.C. e Zatti, M. Omeostasi, Complessità e Caos. Un’introduzione. Franco Angeli, Milano, 1995.
  • Bellavite, P. Biodinamica. Basi Fisiopatologiche e Tracce di Metodo per una Medicina Integrata. Tecniche Nuove, Milano, 1998. (www.tecnichenuove.com). Edizione in portoghese (Brasile): Medicina Biodinâmica. Editora Papirus, Campinas (Br), 2002.
  • Bellavite, P., Conforti, A., Lechi, A., Menestrina, F. e Pomari, S. (Editori) Le medicine complementari. Definizioni, applicazioni, evidenze scientifiche disponibili. Utet-Periodici Scientifici, Milano, 2000.
  • Boyd, L.J. Il Simile in Medicina. Medicina Ippocratica, Omeopatia e Scienza (tradotto e commentato da P. Bellavite), Edizioni Libreria Cortina, Verona, 2001. (www.libreriacortina.it).
  • Bellavite, P. and Signorini, A. The Emerging Science of Homeopathy: Complexity, Biodynamics, and Nanopharmacology. 2nd ed. North Atlantic, Berkeley, CA, 2002. (www.homeopathic.com).
  • Bellavite, P. Fisiopatologia dei sistemi complessi. Alla scoperta della “Forza Vitale” e delle sue regole nella salute e nella malattia. Cooperativa Editrice Il Sentiero, Verona, 2004. (email: ilsentiero@cuslverona.it).
  • Bellavite P., Musso P., Ortolani R. (eds.) Il dolore e la medicina. Alla ricerca di senso e di cure. Società Editrice Fiorentina, Firenze, 2005.(www.sefeditrice.it).
  • Sukul, N.C. e Sukul, A. Farmacologia delle alte diluizioni. Studi sulle basi biochimiche e fisiche del medicinale omeopatico (Tradotto e commentato da P. Bellavite). Salus Infirmorum (PD), 2006. (http://www.edizionisalus.it)

Prof. Lucietta Betti Nata a Bologna il 13/12/1952, ha conseguito il 29/03/1976 la Laurea in Scienze Naturali, presso l’Università degli Studi di Bologna, con punti 110 su 110 e lode e successivamente la Specializzazione in Fitopatologia con punti 70 su 70.

Ha usufruito di borse di studio C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e dal 1980 ricopre l’Ufficio di Ricercatore confermato presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali (DISTA-Patologia vegetale) della Facoltà di Agraria, Università di Bologna.

E’ Professore Incaricato per due insegnamenti per il CdS in Scienze Biologiche: Patologia vegetale (Laurea triennale) e Sistematica vegetale I (Laurea specialistica). E’ membro del G.I.R.I, Sottocommissione Ricerca di Base, dell’European Commettee for Homeopathy (E.C.H.) ed è revisore per le riviste scientifiche internazionali Homeopathy e Bioelectromagnetics.

 

Si occupa di diagnosi di virus su piante orticole ed ornamentali e della risposta di difesa dell’ospite in seguito a trattamenti a basso impatto ambientale (sostanze altamente diluite e dinamizzate; campi elettromagnetici di bassa intensità). Ha soggiornato presso varie Istituzioni straniere (I.N.R.A. Antibes-F. e H.R.I. Littlehampton-U.K.) per la realizzazione di progetti di ricerca e svolge attualmente la propria attività scientifica presso il DISTA-Patologia vegetale nel settore della virologia e micologia vegetale. Collabora inoltre con il Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Sperimentale della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche Naturali, Università di Bologna, per valutare il ruolo delle poliammine nei fenomeni di resistenza delle piante agli stress. Ha partecipato come relatore e chairman a numerosi convegni nazionali ed internazionali e l’attività scientifica è documentata da oltre 80 pubblicazioni su riviste  nazionali ed internazionali ed atti di convegni.

 

 

 

Ing. Claudio CardellaDr.Ing. Meccanica (Università di Roma “La Sapienza”)Dipartimento di Meccanica e Aeronautica, Università di Roma “La Sapienza”, Via Eudossiana 18, 00184 Roma.

Nato a Roma. Maturità Scientifica. Nel 1963 ha vinto una borsa di studio A.F.S. (oggi “Itercultura”) per un anno accademico di studio ed esperienze negli Stati Uniti (Storrs. Conn.) dove ha anche conseguito il Diploma di Maturità (High School Diploma).

Laureato in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Subito dopo la laurea è assistente volontario presso la cattedra di Progetti di Macchine. Poi vince una borsa di studio presso la S.I.A.R. -Scuola di Ingegneria Aerospaziale di Roma- e ne frequenta i corsi.

Borsista presso il C.N.R. -Consiglio Nazionale delle Ricerche-, poi assegnista e contrattista presso la S.I.A.R. ove nel 1984 entra nel ruolo di Ricercatore Confermato nel settore della Fluidodinamica. Ruolo che ricopre a tutt’oggi.

Ha svolto ricerche nel campo della meteorologia, soprattutto nello studio dell’inquinamento atmosferico e dell’impatto ambientale delle torri di raffreddamento dei grandi impianti di potenza.

Ha partecipato ad un progetto di ricerca europeo per l’abbattimento dell’inquinamento acustico provocato dai rotori degli elicotteri.

Ha lavorato a lungo nel campo della termodinamica dei processi irreversibili.

Come membro eletto, ha fatto parte in rappresentanza della S.I.A.R. della Commissione Ricerca Scientifica di Ateneo ininterrottamente dal 1984 al 1999, nello stesso periodo ha anche fatto parte della Commissione Ricerca della S.I.A.R. Come membro eletto ha fatto parte della Commissione di Ateneo per la Sperimentazione Organizzativa e Didattica e successivamente dell’Ufficio di Presidenza della medesima.

Presso la S.I.A.R. ha svolto cicli di lezioni, ha partecipato alla stesura delle dispense, e alle commissioni d’esami dei corsi di:

·           Aeroelasticità;

·           Aerodinamica Sperimentale ed Applicata;

·           Gasdinamica.

Da parecchi anni e attualmente si occupa del ruolo dell’acqua nei sistemi biologici e di biofisica.

È stato il Direttore del Gruppo di Ricerca dell’A.R.T.I. – Accademia per la Ricerca sulle Terapie Integrate-  a Napoli senza fini di lucro, composto prevalentemente di accademici di varie nazionalità europee dediti allo studio delle proprietà “nascoste” dell’acqua con particolare riferimento alle ultradiluizioni, all’omeopatia, al trasferimento dei farmaci in frequenza e agli effetti dei campi elettromagnetici ultra-deboli sulle proprietà dell’acqua.

Dal 1994 al 2004 tiene seminari e lezioni presso le sedi di Napoli e Bologna dell’A.R.T.I. sul meccanismo d’azione del rimedio omeopatico e sugli aspetti fisici delle terapie ove non sono in gioco né le alte energie né l’aspetto chimico del rimedio.

Nell’anno accademico 2000-2001 è professore per affidamento del corso di Dinamica dei Gas Rarefatti presso la S.I.A.R.Nel 2003 consegue il G.G. -Graduate Germologist Diploma- presso il G.I.A. -Gemological Institute of America-.

È autore di circa 30 pubblicazioni scientifiche, prevalentemente su riviste internazionali, riguardanti gli argomenti menzionati. È autore di numerosi saggi di divulgazione scientifica in tema di filosofia naturale, epistemologia, storia della scienza. È autore del libro: “La Lupa e i Due Soli” (1997, Nuova Ipsa, Palermo), sui rapporti tra la fisica sincretica antica (filosofia naturale) e la fisica moderna.

Bilingue rispetto a Inglese e Francese, discreta conoscenza dello Spagnolo.

È sposato con una psicologa e infermiera professionale che si occupa di prevenzione HIV.

È padre di due (bellissime) figlie e nonno di un maschietto.

Ama scrivere, viaggiare, leggere, cucinare, il cinema e la musica, e, ovviamente, la ricerca

Prof. Vittorio Elia. Nato a Napoli il 12/4/41, si è laureato in Chimica nell’anno accademico 1963/64. Nell’anno 1973 è risultato vincitore di un posto di assistente ordinario presso la Facoltà di Scienze MM. FF. NN. dell’Università di Napoli.Dall’A.A. 1972/73 sino al 1982 è stato professore incaricato di Chimica generale (cdl Scienze Biologiche);Chimica Fisica (cdl Scienze Biologiche);Esercitazioni di analisi Chimica quantitativa (cdl Chimica); Chimica Generale (cdl Fisica).Nell’A.A. 1982/83 è risultato idoneo nel raggruppamento n.55 (Chimica Fisica) nella prima tornata dei giudizi di idoneità a professore associato. Dall’A.A. 1988/89 è docente di elettrochimica (cdl Chimica).L’attività scientifica del Prof. Elia si è articolata secondo le seguenti direttrici di lavoro, con una produzione complessiva di oltre 110 lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali:1. Studio delle proprietà chimico-fisiche di soluzioni acquose di molecole modello di interesse biologico.2. Derivazione dei parametri termodinamici relativi all’interazione fra proteine e molecole piccole o ioni plurivalenti da misure calorimetriche e spettroscopiche.3. Studio delle proprietà chimico-fisiche di alchilammidi. Determinazione dei calori di evaporazione e di solvatazione , mediante adattamento di una cella artigianale a microcalorimetri commerciali.4. Studio delle proprietà chimico fisiche dei complessi di inclusione delle ciclodestrine in soluzione acquosa.5. Determinazione della solubilità e delle entalpie di dissoluzione e di diluizione di una sostanza da una singola misura calorimetrica.6. Riconoscimento chirale in soluzione acquosa.7. Studio delle proprietà chimico fisiche delle soluzioni estremamente diluite ottenute con un procedimento iterativo di successive diluizioni e succussioniPubblicazioni più significative

1) V. Elia, F. Rosati, G. Barone, A. Monroy, and A.M. Liquori” A thermodynamic study of sperm-egg interaction”The EMBO Journal, 2, 2053-2058 (1983)2) G. Castronuovo, V. Elia and F. Velleca²Hydrophilic interactions determine cooperativity of hydrophobic interactions and molecular recognition in aqueous solutions of non electrolytes. The preferential configuration model.²Current Topics in Solution Chemistry, 2, 125-142 (1997)3) S. Andini, G. Castronuovo, V. Elia and F. Velleca²Dependence of chiral recognition of a-aminoacids and their derivatives on the nature of functional groups. Calorimetric and spectroscopic studies.J. Chem. Soc. Faraday Trans., 94, 1271-1275 (1998)4) G. Castronuovo, V. Elia, M. Niccoli, and F. Velleca²Simultaneous determination of solubility, dissolution and dilution enthalpies of a substance from a single calorimetric experiment.²Thermochim. Acta. 320, 13-22 (1998)5) G. Castronuovo, V. Elia, A. Iannone, M. Niccoli, and F. Velleca²Factors determining the formation of the complexes between a-cyclodextrin and alkylated substances in aqueous solutions. A calorimetric study at 25°C. Carbohydr. Res., 325, 278-286 (2000).6) V.Elia and M. Niccoli”Thermodynamics of Extremely Diluted Aqueous Solutions”Annals of the New York Academy of Sciences, 879, 241 (1999)7)V.Elia and M. Niccoli”New physico-chemical properties of water induced by mechanical treatments. A Calorimetric study at 25°C”Journal of Thermal Analysis and Calorimetry, 61, 527-537 (2000)8)V.Elia, M. Niccoli”New Physico-Chemical Properties of Extremely Diluted Aqueous Solutions “Journal of Thermal Analysis and Calorimetry,75, 815-836 (2004)9)V.Elia, S.Baiano, I.Duro, E.Napoli, M.Niccoli, L.Nonatelli”New and Permanent Physico-Chemical Properties of The Extremely Diluted Aqueous Solutions of the Homeopathic Medicine. A Conductivity Measurements Study at 25°C in Function of the Age of the Potencies”Homeopathy, 93, 144-150 (2004)10)V.Elia, E.Napoli, M.Niccoli, L.Nonatelli, A. Ramaglia, E.Ventimiglia”New Physico-Chemical Properties of Extremely Diluted Aqueous Solutions. A calorimetric and conductivity study at 25°C.”Journal of Thermal Analysis and Calorimetry, 78, 331-342 (2004)    11)V.Elia, M.Marchese, M.Montanino, E.Napoli, M.Niccoli, L.Nonatelli, A.Ramaglia”Hydrohysteretic phenomena of “extremely diluted solutions” induced by mechanical treatments. A calorimetric and conductometric study at 25 °C”. Journal of Solution Chemistry, 34(8), 947-960 (2005)    12)V. Elia, L. Elia, P. Cacace, E. Napoli, M. Niccoli, F. Savarese“Exstremely dilute solutions as multi-variable systems. A study of calorimetric and conductometric behaviour as function of the parameter time”J. Therm. Anal. Calor., 84(2),  317-323 (2006).13)V. Elia, L.Elia, M. Marchese, M. Montanino, E. Napoli, M. Niccoli, L. Nonatelli, F. Bavarese“Interaction of “extremely diluted solutions” with aqueous solutions of hydrochloric acid and sodium hydroxide. A calorimetric study.”J. Mol. Liq., (2006) in corso di pubblicazione14)V. Elia, L. Elia, M. Montanino, E. Napoli, M. Niccoli, L. Nonatelli“Co

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