Omeopatia Veterinaria nelle patologie respiratorie degli animali da compagnia

Patologie Respiratorie

In Medicina Veterinaria le patologie respiratorie sono tra le malattie più comuni e che più frequentemente si presentano sia nei nostri ambulatori sia nelle stalle e nei ricoveri di animali da allevamento. Se solo pensate alle condizioni di ‘pressione ambientale’ nelle vivono ad esempio i volatiti da allevamento, appare chiaro come sia facile che si instaurino delle condizioni favorevoli alle malattie, soprattutto di carattere respiratorio. Ovvero se pensiamo che spesso cani (per esempio cani da soccorso o cani da caccia) sono costretti a lavorare in condizioni climatiche sfavorevoli, accompagnate spesso da un modello di vita che si può ancora definire ‘rurale’, oppure alla quantità enorme di gatti randagi radunati in colonie, allora si capisce quanto si facile che i nostri animali presentino sintomi lievi o gravi di patologie che coinvolgono sia le prime vie aeree sia le profonde.

Data la mole delle patologie respiratorie veterinarie esistenti, ho raccolto secondo la mia esperienza non ciò che si presenta con più frequenza, ma ciò che è più difficile da trattare. Così, ho dovuto approfondire le osservazioni su alcune patologie, specialmente dei piccoli animali (cani e gatti), perchè si sono rivelate resistenti, in prima analisi ai trattamenti classici con antibiotici e antinfiammatori, poi risolti in larga misura e, purtroppo in parte, con i rimedi omeopatici.

Rinite (rino-congiuntivite) dei gattini

Patologia epidemica dei gatti randagi o abbandonati sostenute da herpesvirus, calicivirus e Chlamydia. Questa patologia è spesso caratterizzata da starnuti continui, presenza di scolo nasale catarrale o muco-purulento, cherato-congiuntivite muco purulenta, assenza o presenza di febbre, l’animale appare emaciato e le complicazioni posso portare ad infezioni alla vie respiratorie profonde.

‘Ora, se egli annoterà sistematicamente tutti i sintomi presenti in ciascun caso […] secondo il metodo di Hahnemann, tali sintomi, considerati collettivamente, offriranno una immagine globale della malattia, come se un solo paziente presentasse tutti quei sintomi contemporaneamente […]. Se accanto a ciascun sintomo egli annoterà il numero dei pazienti che hanno presentato quel sintomo, scoprirà quali sono le caratteristiche essenziali dell’epidemia. Così, considerando l’intero schema e studiandolo come un tutto, come se un singolo paziente presentasse quell’intero complesso di sintomi, il medico sarà in grado di cogliere come questa nuova malattia contagiosa agisca sull’uomo (e sull’animale, ndr)  in generale e come agisca su ciascun paziente in particolare  […]. I sintomi che si presentano in tutti i casi saranno i sintomi patognomonici; i sintomi rari corrisponderanno alle peculiarità degli individui […]. Il passo successivo del terapeuta consisterà nel trovare i rimedi corrispondenti all’epidemia generale. Con l’aiuto di un repertorio, egli scriverà, accanto a ognuno dei sintomi, l’elenco dei rimedio che lo producono. Avendo percorso l’intero schema, potrà cominciare a fare una prima selezione: si accorgerà che sei o sette rimedi sono presenti in tutto il quadro e che quindi sono in rapporto con l’epidemia, corrispondono all’intera natura di essa. Questo gruppo di rimedi sarà l’insieme dei rimedi epidemici per quella particolare malattia: con esso egli sarà in grado di curare quasi tutti i suoi casi.

Si pone ora una domanda: qual è il rimedio adatto a ciascun caso particolare? Il medico sfoglierà la materia Medica e si fisserà bene in mente il quadro di ciascun dei rimedi che ha precedentemente selezionato, tanto da essere in grado di servirsene con precisione. Egli procederà perciò dal generale al particolare […]. E’ probabile che un rimedio epidemico sia adatto a diversi pazienti; tuttavia , se nessuno dovesse adattarsi a un dato paziente, il medico dovrà ritornare alla propria anamnesi originaria e scoprire quale altro rimedio sia adatto. Assai raramente però un paziente richiederà un rimedio non compreso nell’elenco originario […].

Non bisogna (aggiunge, ndr) mai prescrivere un rimedio solo perchè è incluso nell’elenco dei rimedi epidemici: l’elenco è solo un mezzo per facilitare lo studio dell’epidemia […]. L’omeopata è abituato a considerare anche le più sottili differenze fra i vari pazienti, purchè possano indirizzarlo verso la scelta di un rimedio. Se considerasse la malattia alla stregua dei medici della vecchia scuola, non avrebbe alcun modo di scegliere tra i vari rimedi; ma sono minute particolarità manifestate da ciascun paziente […] che consentono all’omeopata di individualizzare’. (da: Lectures on Homoeopathic Philosophy, J.T. Kent)

Aconitum napellus: Dopo un colpo di freddo pungente e improvviso (ad esempio un brusco cambio della temperatura come succede nel passaggio tra estate e autunno), scolo nasale acquoso ma non abbondante, il tartufo appare addirittura secco, congiuntiva fortemente arrossata ed edematosa, l’animale presenta sete intensa, febbre alta e tende a ricercare posti caldi e coperti.

Belladonna: Caratterizzata da secchezza delle mucose, sia del naso che degli occhi, fortemente arrossate, febbre elevata, midriasi netta, l’animale preferisce stare immobile ma appare vigile.

Alium cepa: Rinite causata da vento freddo e umido (primavera e autunno), dopo le prime uscite lontano dalla tana (aggr. bagnandosi i piedi). Secrezione nasale abbondante, acquosa  che escoria le narici e il labbro superiore, così al contrario la lacrimazione pur essendo abbondante non è irritante. Starnuti frequenti, migliorati stando all’aria aperta.

Euphrasia officinalis: Secrezione nasale abbondante, acquosa e non irritante o escoriante, congiuntivite catarrale escoriante con mucosa arrossata, dopo giornate ventose, starnuti frequenti,  aggravati di sera.

Arum triphyllum: Corizza acuta con secrezione molto irritante che porta il gattino a grattarsi furiosamente fino a scorticarsi. La parola chiave è grattamento: l’animale si strofina continuamente le zampe sul naso e sugli occhi. Ha il naso completamente otturato e respira con la bocca aperta. Spesso non riesce neppure a miagolare.

Arsenicum album: Secrezione nasale acquosa che escoria il labbro superiore, palpebre edematose dopo colpo di freddo durante la notte. Le secrezioni sono fluide ma poco abbondanti, escoriano la cute e emanano un odore cadaverico. L’animale appare fortemente emaciato, ‘pelle e ossa’ e pieno di brividi, cerca costantemente le fonti di calore, presenta sete frequente.

Pulsatilla: Secrezione abbondante, chiara e poco irritante, ma appiccicosa. Le palpebre sono appiccicate e le narici appaiono secche. L’animale non beve affatto e evita le fonti di calore diretto (altri gattini o borse dell’acqua calda), aggravato dopo fleboclisi tiepida.

 Tracheite

La tracheite e la tracheo-bronchite pur non essendo una patologia così frequente nei carnivori come le riniti di varia natura, è una malattia difficile da curare. All’inizio, quando trattavo questa patologia con antibiotici e antinfiammatori riscontravo una notevole difficoltà alla guarigione, tanto da dover prolungare la terapia antibiotica per molti giorni, magari dover modificare la molecola e  ricorrere ad antinfiammatori steroidei. La trachea, la cui struttura è cartilaginea, diventa davvero un ‘osso duro’, dal punto di vista terapeutico. L’utilizzo dei rimedi omeopatici ha portato alla risoluzione di casi di tracheite ricorrente, ma ancora la mia competenza rimane deficitaria soprattutto nel trattamento delle forme epidemiche (tosse dei canili – parainfluenza) e nelle forme croniche che esitano in collasso tracheale.

Il sintomo principale della tracheite o, più specificatamente, della tracheo-bronchite, è la tosse. Gli animali più frequentemente colpiti sono quelli giovani, per i quali spesso non si hanno forti complicazioni. Mentre per cani e gatti anziani spesso queste forme esitano in complicazioni alla vie respiratorie profonde che devono essere debitamente evitate. Non sono presenti particolari sintomi che accompagnano la tosse. Generalmente l’animale non presenza secrezioni nasali e oculari, il rialzo termico può essere modesto oppure può non verificarsi affatto, l’appetito rimane buono, come lo stato del sensorio. L’analisi, quand’ora manchi la possibilità della scelta del ‘simillimum’, quindi deve essere rivolta all’eziologia e alle caratteristiche specifiche, individuali e particolari della tosse. Ancora una volta appare inadeguata la classificazione per patologia in Medicina, in quanto i rimedi che ora descriverò, e che sono i rimedi della tosse nelle sue modalità omeopatiche, possono fare riferimento alle tracheiti e alle tracheo-bronchiti, ovvero a forme respiratorie che compromettono il tessuto polmonare, il piccolo circolo (tossi cardiache), le pleure, le patologie mediastiniche infiammatorie e tumorali, enfisemi e sindromi asmatiformi.

Bryonia: Questo rimedio è caratterizzato dalla secchezza di tutte le mucose, la sete di grandi quantità d’acqua fredda assorbite a lunghi intervalli di tempo, immobilità assoluta, tosse secca e dolorosa con espettorazione minima. L’animale può vomitare durante un episodio di tosse, è aggravato al minimo movimento, quando l’animale passa da un freddo esterno al locale riscaldato (è il cane che appena rientra in casa presenta un episodio di tosse secca). E’ anche un rimedio prezioso nel caso di pleuriti.

Bromium: Tosse spasmodica e fischiante, con eccessi di soffocamento e fame d’aria che si aggravano in una stanza calda. Si notano spesso linfonodi ingrossati e induriti. Viene ad esser interessata anche la laringe (laringite difterica – croup) che provoca un abbassamento del tono dell’abbaiare del cane e del miagolio del gatto. L’animale beve acqua fredda ed è peggiorato dal caldo. Sono tipicamente animali fiacchi e grassi, facilmente irritabili.

Lachesis: La tosse si presenta alla minima stimolazione della trachea, presenta tosse secca ed insistente, ad eccessi con mucose e lingua spesso cianotiche, alla mattina al risveglio. L’espettorato è filamentoso e spesso di odore nauseabondo. Continuo bisogno di inghiottire e di cercare di espettorare, anche se inutilmente. Tosse che può essere scatenata esaminando il canale uditivo con otoscopio.

Hyosciamus: Tosse spasmodica e nervosa, aggravata di notte, secca di sera e grassa al mattino, in un soggetto molto vivace e ‘turbolento’, predisposto all’eccitazione sessuale. La tosse è costante quando l’animale è sdraiato e migliora quando si mette seduto.

Drosera: Tosse caratterizzata da mucose cianotiche, la respirazione diventa frequente (tachipnea) durante l’episodio, dopo mezzanotte. Accompagnata da epistassi. Tosse peggiorata stando sdraiato in cuccia o sulla lettiera. Astenia, appetito irregolare, freddolosità.

Stannum metallicum: Tosse facile, talvolta secca (sera e notte), talvolta grassa (mattino e giorno), con espettorazione muco-purulenta gialla o giallo-verdastra soprattutto al mattino. Tosse che insorge dopo aver abbaiato. Soggetto fortemente dimagrito, sembra scoraggiato e debole, evita i contatti ed è freddoloso.

Causticum: Tosse secca e dolorosa o tendenza alla sensibilità della laringe all’aria fredda, tosse peggiorata di notte con animale che sembra ansioso. L’eccesso di tosse può essere accompagnato da perdita involontaria di urina. La tosse migliora con il tempo piovoso.

Carbo vegetabilis: Tosse convulsiva, fischiante e stancante, che spossa l’animale. Si presenta entrando in casa dall’aria aperta. Tosse parossistica con violenti attacchi che terminano solamente quando esce un espettorato, spesso nauseabondo. Si riscontra spesso negli animali anziani, stanchi e grassi, con alito freddo. Utile nelle emorragie polmonari con cianosi.

Phosphorus: Tosse secca e molto dolorosa, aggravata alla sera prima di mezzanotte. Sete per grandi quantità d’acqua che viene vomitata subito dopo essere stata ingerita, spesso mista a sangue.

Mercurius solubilis: perdita totale delle voce. L’animale produce molta saliva che cerca continuamente di deglutire. L’espettorazione è giallastra e muco-purulenta che peggiora di notte e con il caldo della cuccia o del box. Sete intensa.
Spongia tosta: Utile nelle crisi da soffocamento, con spasmo laringeo. Utile nella laringite difterica. Inspirazione fischiante, sibilante, seguita da una tosse secca e rumorosa, rauca (come una sega nel legno), che migliora col il tempo freddo e gelato. Il tartufo appare molto secco. L’animale è aggravato di notte, in una stanza calda. La sete è eccessiva, così come la fame.

Antimonium tartaricum: La tosse è penosa con espettorazione biancastra, spessa e poco abbondante. All’auscultazione è udibile un ingombro bronchiale con rantoli mucosi. La respirazione è rapida, corta e difficoltosa, come se l’animale dovesse soffocare. Migliora sdraiandosi sul lato destro. Peggiora di notte e col tempo freddo-umido. L’animale è fiacco, debole e sonnolento. E’ presente dispnea e battito delle ali del naso. E’ la tipica situazione enfisematosa (cavallo bolso) e dell’edema polmonare

Hepar sulphur: Utile nel caso di bronchiti recidivanti alla minima corrente d’aria, oppure anche quando mangia un pasto freddo (cani nei canili). Tosse gracchiante, soffocante, tanto che l’animale deve estendere la testa in avanti, peggiorata dal freddo e dal movimento (cane che tossisce quando cammina). Sono infatti animali molto sensibili al freddo e spesso con cute maleodorante.

Silicea: Questo rimedio è indicato nel caso di fragilità polmonare dovuta alla degenerazione del tessuto reticolare e alla perdita di elasticità delle fibre. E’ il rimedio d’elezione delle suppurazioni croniche. Tosse violenta quando è sdraiato, con espettorato denso, giallo e grumoso, spesso con sangue visibile. L’animale appare astenico, freddoloso. Sono polmoniti difficili da guarire o che guariscono molto lentamente lasciando l’individuo molto debole anche dopo la guarigione.

Tracheo-bronchite nei giovani erbivori

Malattie infettiva (IBR) per la quale deve essere evitata la complicazione polmonare.

Antimonium tartaricum: Caratterizzato da abbondanti mucosità che riempiono i bronchi con pesanti rantoli umidi che sono udibili anche a distanza. L’espettorazione è rara e difficile e la prostrazione dell’animale è notevole.

Carbo vegetabilis: E’ il rimedio della cianosi con ingombro bronchiale intenso. E’ presente ipotermia (l’animale è ‘freddo gelato’), è assolutamente adinamico (estrema stanchezza) e presenta notevole flatulenza.

Pleuriti (versamenti pleurici o pleurite effusiva da FIP)

Le pleuriti compaiono raramente nei cani, mentre nella specie felina è certamente più frequente. L’animale appare fortemente dolorante e rimane immobile. La respirazione diventa superficiale, rapida, corta, tanto che l’animale certa di evitare di tossire. All’auscultazione è possibile udire suoni di frizioni pleuriche ‘a scroscia d’acqua’.

Spesso le pleuriti sono di origine traumatica, per le quali il rimedio d’elezione è sempre Arnica, anche se China può essere una alternativa utile (perdita di fluidi vitali). Altre cause possono essere problemi mediastinici associaci a metastasi da osteosarcomi, linfomi ed emangiosarcomi. Nella specie felina esiste una forma di pleurite tipica, che può presentarsi nella forma secca o nella forma umida, causata da virus e complicata, nella maggior parte delle volte da batteri.

Bryonia: Questo rimedio ha una azione elettiva sulle sierose e quindi sulle pleure. Il dolore toracico è importante tanto che il gatto soffre ad ogni minimo movimento o dalla respirazione profonda. Presenta sete per grandi quantità di acqua fredda che beve solamente se viene posta. La tosse è secca e la febbre è elevata.

Asclepias tuberosa: Molto simile a Bryonia: il gatto non si muove ed è immobile perché ogni movimento provoca forte dolore. Ciò che ci induce a pensare ad Asclepias sono i disturbi che compaiono col tempo col tempo umido e freddo. E’ interessata la pleura di sinistra.

Ranunculus bulbosus: Forti dolori toracici peggiorati dal movimento e dal tempo umido e tempestoso, soprattutto dall’aria fredda. Ranunculus presenta una pleurite accompagnata da singhiozzo.

Cantharis: Pleurite con effusione siero-fibrinosa caratterizzata da tosse secca e intensa. All’auscultazione c’è scomparsa del murmure vescicolare. L’animale è migliorato dal calore e presenta febbre elevata. La particolarità sono le urine che diventano scure e il cui stimolo è frequente.

Apis mellifica: Le indicazioni di Apis possono essere molto vicine a quelle di Cantharis, ma in questo caso l’assenza di sete è marcata e il paziente non sopporta l’aria di una stanza calda, infatti cerca le parti fresche del ricovero o le mattonelle del pavimento.

Pyrogenium: Da impiegare nei casi di pleuriti purulente quando c’è dissociazione tra polso e temperatura. Tutte le secrezioni sono nauseabonde. L’animale è fortemente prostrato e beve per piccole quan

 Asma felina

Esiste la possibili di somministrare dei rimedi sintomatici, ma come sempre, la visita omeopatica completa è il metodo migliore per la ricerca dell’individualizzazione del rimedio più adatto al paziente, la migliore cura possibile per il caso in esame.

Caso clinico: Gatta di 7 anni d’età. Presenta asma da 3 anni che compare da fine Aprile a fine Giugno. Si manifesta con tosse, soffio bronchiale, fame d’aria, difficoltà respiratorie. Sta preferibilmente ferma coricata in posizione genu-pettorale, tende ad isolarsi dagli altri. Sta da sola e non ha relazione con gli altri animali. Quando non sta bene è sempre in un cesto nel box, al coperto.

Quando è in calore cerca gli altri gatti, ma anche in compagnia è solitaria. E’ tranquilla, è solitaria, se gli altri stanno in gruppo lei preferisce stare da sola. D’estate sta distesa al sole, pancia all’aria. Col vento va dentro al box perché le da fastidio, così come quando piove. Preferisce mangiare da sola, è prima sulla ciotola, è già di fianco alla ciotola che aspetta il cibo, poi arrivano gli altri e si sposta.

Calore regolare ogni 3-4 mesi, durante preferisce la compagnia, cerca gli altri, lava gli altri, diventa più affettuosa. Le puoi fare ciò che vuoi quando è in calore.

Non le piace essere massaggiata e pettinata.

MIND – COMPANY – aversion to

GENERALS – SEASONS – spring, in – agg.

MIND – YIELDING disposition

GENERALS – HEAT – lack of vital heat

Ho somministrato con successo Nat-m 5 CH 3 volte al giorno.

Enfisema del cavallo

Kalium carbonicum: Rimedio del cavallo bolso, vecchio, con tosse cronica, rantoli crepitanti, torturanti e spasmodici. Tosse secca con espettorato scarso e tenace, ma in aumento al mattino e dopo mangiato, migliora mentre cammina lento.

Ammonium carbonicum: Rimedio della tosse incessante, soprattutto la notte e al mattino verso le 3. Il malato ricerca l’aria e presenta dispnea. Grande avversione all’acqua. Peggiorato col tempo umido.

Patologie respiratorie dei volatili

Questo schema l’ho elaborato assieme al dott. Maurizio Albano.

Allium cepa: Animali peggiorati dal caldo e migliorati all’aria aperta, secrezioni acri e sierose, tosse, secrezione peggiore dalla narice sinistra.

Antimonium tartaricum: Rantoli, tosse umida, cianosi, sonnolenza, vomito e diarrea, secrezione mucosa.

Arsenicum: Animali peggiorati dal freddo e di  notte, ricercano il caldo e stanno raggruppati, gonfiore delle mucose, secrezioni acquose con narici ostruite, diarrea da freddo.

Carbo vegetabilis: Collasso, gonfiore abominale.

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