Psicometria vincente per gli italiani ‘omeopatizzati’


di Carlo Di Stanislao

Il lavoro originale “Indagine sulle conoscenze e attitudini verso la medicina omeopatica” (Luglio 2004 – a cura del Gruppo di studio Belladonna ) pubblicato sulla rivista Homeopathy nel 2006, è stato ripreso in uno dei suoi dettagli e magistralmente analizzato dal Dr. Di Stanislao sulla rivista on line Omeopatia33.

Raffaella Pomposelli

Il gruppo coordinato dall’italiana Pomposelli ha effettuato uno studio trasversale e multicentrico effettuato su un vasto campione (1.223 adulti) di utenti italiani di cure omeopatiche: attraverso un questionario standardizzato definito SF-12, questionario psicometrico sviluppato e perfezionato negli Stati Uniti prima e a livello internazionale poi nel corso degli ultimi 10 anni, gli autori hanno voluto valutare lo stato di percezione di salute di tali pazienti. La più parte degli intervistati ha mostrato una buona conoscenza dei principi di base delle cure omeopatiche, una consapevolezza dei risultati da attendersi ed una soddisfazione considerevole, fisica e psichica, per le cure ricevute.

Somministrando ai partecipanti un altro questionario validato internazionalmente (Physical Component Summary, PCS-12), non si sono evidenziate differenze rispetto alla popolazione italiana che non si sottopone a cure omeopatiche.

D’altra parte ciò non meraviglia poiché, è ormai noto, che nel PCS gli indici sono molto influenzati dalle domande che esplorano aspetti della percezione di salute inerenti le implicazioni personali e sociali di differenti stati di salute nella vita quotidiana e, pertanto, meno veritieri e sensibili di quanto emerge dall’altro questionario psicometrico erogato (SF-12); quest’ultimo, dicono gli esperti, essendo basato su un minor numero di domande definisce un minor numero di potenziali livelli di risposta e permette di assegnare a ciascun individuo un determinato livello con maggior precisione rispetto ad altri questionari anche più lunghi e complessi.

Inoltre, per gli studi di grosse dimensioni le piccole differenze di precisione non sono da considerare particolarmente importanti, in quanto gli intervalli di confidenza per le medie di tali gruppi dipendono, in maggiore misura, dalla dimensione campionaria e sono minime per gruppi che raggiungono una numerosità di migliaia di individui.

Va anche detto che l’SF-12, può essere somministrato in pochi minuti e pertanto può valere la pena di considerare il rapporto tra brevità e precisione, soprattutto quando si tratta di dati ricavati da grandi campioni di popolazione con l’obiettivo di valutare lo stato di salute e i relativi cambiamenti nel corso del tempo.

Il campione esaminato ha mostrato punteggi più bassi in tutti gli strati rilevanti esaminati con altro questionario (Mental Component Summary, MCS-12), sempre rispetto ai dati italiani sulla popolazione generale. Questo dimostra che, contrariamente a quanto riportato nel celebre editoriale di Lancet del 2005, i pazienti omeopatici italiani hanno un rischio di suggestione e placebo addirittura inferiore rispetto alla popolazione generale. La regressione logistica (p<0,001) ha evidenziato che le variabili esplicative del disagio psichico e dell’isolamento sociale, erano da 4,7 a 11,9volte inferiori nei consumatori di omeopatia rispetto alla popolazione generale che ricorre a terapie farmacologiche.
Homeopathy, 2006, 95, (2), 81